RETROSPETTIVA

Dal 13 al 28 maggio 2017 nell’Oratorio di San Nicola a Vicenza è stata svolta la Retrospettiva di Giuseppe Magnabosco per ricordare la sua figura di uomo e di artista a dieci anni dalla sua scomparsa.

La Mostra curata e presentata da Marifulvia Matteazzi Alberti con l’Unione Cattolica Artisti Italiani e con la collaborazione dell’Assessorato alla Partecipazione è stata molto apprezzata da autorità e pubblico.

Le sue Opere godono di intense vibrazioni nascoste che trattengono emozioni nella ricerca di voler penetrare i segreti della luce e delle tinte nell’avvicendarsi delle stagioni, delle fronde che si sfilacciano una ad una governate da un moto vitale profondo,che avvolge rare case solide come rocce colpite da un unico raggio dove si ritrova la corrispondenza del suo sorriso.




All’inaugurazione e al concerto conclusivo ha partecipato l’Assessore alla Partecipazione Annamaria Cordova che ha ricordato che Giuseppe Magnabosco è stato una figura importante nella storia politica vicentina. Ha svolto con passione e serietà il suo ruolo politico: fervido sostenitore di un'impostazione culturale e federalista, fu presente e attivo per tutti gli anni in cui operò come rappresentante politico della Liga Veneta nel Consiglio Comunale del Comune di Vicenza.

Alla chiusura della Retrospettiva domenica 28 maggio, alle ore 17.30, si è stato svolto il Concerto Corale "Sentimento della natura nella polifonia classica e contemporanea" Coro Polifonico Libera Cantoria Pisani diretto da M° Filippo Furlan.

Al concerto ha partecipato anche il maestro Bepi De Marzi compositore di alcuni brani eseguiti che ha ricordato il pittore vicentino con stima.

Riferimento sito comunale


Marifulvia Matteazzi Alberti scrittrice, critica d’arte e pittrice. Curatrice della Retrospettiva del 2017

Pensalo ancora con gli occhi rapiti dal verde delle fronde, dall’azzurro del cielo vissuto come pienezza di colore, a voler penetrare i segreti della luce, a carpire l’imbiancare dei sentieri, dei pendii, del chiarore che cresce e dà vita alle tinte del primo mattino.

Innamorato dell’avvicendarsi delle stagioni, delle piante che si sfilacciano una ad una governate da un moto vitale profondo, di vagabondaggi felici tra boschi e colline, dello scavalcare il muro di cinta che cela misteriosi casolari immersi nella commozione di penombre avvolgenti.

Giuseppe Magnabosco vive una dimensione autentica con la poesia che gli canta dentro, che fa pulsare la tensione delle cime verso il cielo, anima i battiti segreti del vento mossi da un’aura rasserenante. Le sue Opere godono di un’incredibile intensità di vibrazioni nascoste, freschissime, ritmate su un tessuto fitto, profumato di suoni, di fragranze, di colori sensibilissimi che trattengono emozioni nella ricerca di un passare tacito e lento dei pensieri sul filo della memoria, intesa come comunione di affetti, di sentimenti. Ogni suo tocco è puro, deposto sulla tavola in perfetta armonia con gli altri, e anche là dove le masse si addensano tra case e poggi, nei contrasti passionali delle zone, ogni volume diventa forma viva e le tensioni sbiadiscono per far scorrere sempre generosamente la preziosa linfa veneta.

L’Artista Giuseppe Magnabosco dispone pochi elementi campiti nello spazio per raggiungere una più alta tensione spirituale: rare case solide come rocce, colpite da un unico raggio dove passato e presente si sommano nella ricchezza del suo un sorriso, e l’attesa di quello che verrà è certezza di corrispondenze, di ritrovarlo nel blu di infinite stelle che gli appartengono.